Calendario Regate

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di Sandro Pellegrini

Raccontare 50 anni di Centomiglia. L'idea era stimolante. Non abbiamo voluto un libro celebrativo. Abbiamo solo raccolto quello che in questo mezzo secolo è stato scritto. L'unico rammarico è di aver dovuto sacrificare molte cose.

La scelta è caduta su buona parte dei vincitori, sulle cronache, sui commenti di grandi e piccoli appassionati.
Le pagine ingiallite dei primi numeri unici ci hanno portato a spasso per un lago e una regata che da sempre si è mostrata importante.
Non mancano autentiche scoperte. Come il primo "Portolano", redatto addirittura nel lontano 1923. Raccolto negli anni '50 dai soci, i ragazzi, che animavano il Circolo Vela, e anche Motore, di Gargnano. Scrivevano "Cento Miglia" staccato. Pubblicavano racconti di Orio Vergani che, grazie alla sua penna, parlava del Garda, delle sue ricchezze.
L'ingegner Giacomo Garioni definiva la regata "Un inno alla vela". Mamma Giuditta, la "profe" di tanti nostri illustri colleghi dalla sua cattedra del Gambara, rifilava la sua grande passione per la storia. Cino Massari, che abbiamo conosciuto come cassiere del Club, spiegava la potenzialità economica del Garda. Che dire di Luciano Mondini, inviato di punta dei giornalismo della provincia bresciana. Si dava da fare per coinvolgere le "penne" di tutte le testate nazionali. Giulio Cesare Carcano, l'ingegnere che nella vela è il papà dei 5.50 "Volpina", del leggendario "Manuela" di Beppe Croce e, nel motociclismo, di tutte le vere Guzzi, "Falcone" e V7" compresi, analizzava gli aspetti tecnici, negli stessi anni in cui aveva già disegnato la prima barca italiana per l'America’s Cup.

Qualcuno, e lo facciamo mettendo le mani avanti per eventuali errori oppure omissioni, si dimenticava non dei vincitori di categoria o di qualche trofeo più o meno importante, ma dell'intera classifica generale, poco male. In alcuni testi abbiamo poi voluto mantenere le scelte grafiche. Troverete i nomi delle barche in neretto, altre volte tutte in maiuscolo. Volontà degli organizzatori di allora che non abbiamo voluto contraddire. In piazza abbiamo visto gente diventare super esperti, come succede nel calcio e nella formula uno, oggi anche nella vela con il "Moro di Venezia" prima e "Luna Rossa" poi. Nel recente passato abbiamo scovato le immagini di Federica Panicucci, non ancora DJ e opinionista affermata del Costanzo Show.
Beppe Croce si inventò: "la favola bella". I suoi scritti si sono riciclati per decenni. Ebbene si, l'abbiamo fatto anche noi. Ci fermiamo qui. È un mondo che può sembrare ripetitivo. Non lo è. Ha una sua identità. All'impresa sportiva, alla voglia di vincere la "Cento Miglia", ha saputo aggiungere quello che qualcuno ha definito: "leggenda".
Oggi è storia. E non occorre scomodare i tanti cantori dei lago, dal solito Goethe a D'Annunzio, fortunatamente tagliati fuori, scusate il cinismo, da un'anagrafe impietosa. La Centomiglia è una realtà. È un Evento con la sua storia, i suoi narratori, i suoi campioni, la sua avventura, le sue evoluzioni in campo tecnologico. Un libro tutto dedicato a chi l'ha inventata, a chi l'ha cresciuta, a chi l'ha raccontata. A chi l'ha semplicemente ...amata.